0 3 minuti 11 mesi
ATTORECon ricorso ex art. 702-bis c.p.c., Tizio aveva chiesto di accertare e dichiarare l’inesistenza del diritto di proprietà, ovvero qualunque diritto reale vantato dalla resistente Caia sull’immobile summenzionato e specificatamente il posto auto al piano terra, sul quale Tizio vanta il diritto di usufrutto; per l’effetto, condannare la sig.ra Caia a ripristinare a regola d’arte lo stato dei luoghi, a spese ed oneri della medesima parte resistente al fine di far cessare la molestia che impedisce il libero esercizio del diritto di usufrutto del bene de quo da parte di Tizio; per l’effetto, condannare parte resistente, al ristoro di tutti i danni.CONVENUTOSi costituiva parte resistente e, nel contestare la domanda avversa, chiedeva l’espletamento della procedura di mediazione che veniva avviata e conclusa, con esito negativo. 
LA SOLUZIONE DEL GIUDICEA seguito dell’istruttoria di causa era emerso che il posto auto del ricorrente coincideva con terzo posto auto a destra dell’ingresso delimitato dalle segnature a terra e su cui insistevano 2 paletti. Questi, erano installati per delimitare lo stallo della convenuta, impedendo l’utilizzo dello stallo come parcheggio di veicoli. Dunque, secondo l’elaborato peritale, il posto auto della convenuta non corrispondeva né alle segnature a terra, né all’area delimitata dai n. 4 paletti esistenti. Dal punto di vista catastale il sub. 24 era stato sostituito nell’elaborato planimetrico da n. 3 stalli (sub. 503, sub. 504 e sub. 505) dei quali nessuno intestato alla convenuta. Come rilevato dall’Agenzia del Territorio e riportato agli atti di causa, l’elaborato planimetrico dei posti auto non corrispondeva allo stato di fatto. Ed ancora il CTU precisava nuovamente che il posto auto del ricorrente, chiaramente identificato dalla documentazione catastale allegata e dalla tracciatura a terra, nello stato attuale dei luoghi, era stato ridotto ed invaso illegittimamente dalla sig.ra Caia, odierna resistente, rendendo, di tal guisa, inutilizzabile lo stesso posto auto di Tizio in quanto arbitrariamente ridotto, nella consistenza, dalla medesima resistente, impedendone l’uso al ricorrente. Quindi è stata accolta anche la domanda di risarcimento del danno come quantificato dalla parte attrice tenuto conto del valore del posto auto e del tempo dell’occupazione.
IL PROVVEDIMENTO
Tribunale di Velletri, 20 marzo 2023, n. 543

©all-in-giuridica.seac.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *